Il laboratorio dell’attenzione

Nel 1969 Herbert A. Simon aveva già compreso il paradosso destinato a definire il nostro presente: più cresce l’informazione, più l’attenzione diventa una risorsa scarsa e contesa. Da questa intuizione prende avvio il dattiloscritto che Emanuele Bevilacqua ha ritrovato negli archivi della Carnegie Mellon University, dove Simon ha insegnato a lungo. Rimasto inedito anche nella lingua originale, il testo reca correzioni, aggiunte e tagli autografi e fu presentato il 1° settembre 1969 a un convegno organizzato dalla Johns Hopkins University.

Questo volume ne propone per la prima volta un’edizione integrale, accompagnata dai commenti necessari a ricostruirne l’origine e a comprenderne la portata.

Premio Nobel per l’economia e pioniere dell’intelligenza artificiale, Simon pone l’attenzione al centro dello sviluppo tecnologico. Organizzazioni, media e tecnologie non si limitano infatti a trasmettere informazioni: stabiliscono che cosa raggiunge la nostra attenzione, che cosa ne rimane ai margini e che cosa può diventare significativo.

Progettare sistemi informativi significa dunque progettare le condizioni dell’attenzione umana. In queste pagine, un tassello finora mancante della storia dell’intelligenza artificiale diventa anche una diagnosi del presente: mezzo secolo prima della sua evidenza, Simon individua la crisi che oggi attraversiamo.

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