Tempòs – Osservatorio sul tempo che corre fu un progetto pionieristico nato a metà degli anni novanta, in un momento in cui l’accelerazione digitale e la trasformazione dell’infosfera iniziavano a manifestarsi con forza. L’idea alla base dell’osservatorio era quella di indagare il tempo non solo come misura cronologica, ma come fenomeno culturale, economico e tecnologico in mutazione.
Si intuiva che il futuro non sarebbe stato solo una linea retta, ma un campo di forze instabile, dominato dalla crescente digitalizzazione e dalla ridefinizione della percezione temporale.
Nonostante la sua interruzione, Tempòs è rimasto una traccia importante di quella stagione di riflessione sul tempo e sulle trasformazioni della società digitale. Riproporlo oggi come un esempio di “archeologia digitale” significa riconoscere la sua intuizione precoce e rileggerla alla luce di ciò che è accaduto negli ultimi trent’anni: l’avvento dell’IA, la smaterializzazione, la compressione del tempo nell’era dell’iperconnessione.
☞ Tempos 2025: il futuro è già passato