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L’istante eterno. Ritorno del tragico nel postmoderno

“Il grande cambiamento di paradigma che è in corso d’opera rappresenta, in funzione di un nuovo presenteismo, lo slittamento da una concezione del mondo egocentrizzata verso un’altra lococentrizzata. Nel primo caso, cioè la modernità che si chiude, il primato è accordato a un individuo razionale che vive in una società contrattuale; nel secondo caso, ossia la postmodernità nascente, la posta in gioco è rappresentata da gruppi, da neotribú, che ricoprono degli spazi specifici con cui entrano in accordo.
Nel dramma moderno troviamo la pretesa ottimista alla totalità: di me stesso, del mondo, dello Stato. Nel tragico postmoderno, al contrario, troviamo tensione verso l’interezza, che induce alla perdita del piccolo me in un Sé piú vasto, quello dell’alterità naturale o sociale. Il narcisismo
individualista è drammatico, mentre il primato del tribale, questo sí, è tragico.

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