Satura

SATURA

Lo stato della satira

Satura è una rivista (audio, video e web) che riflette sullo stato della satira. Una e trina.

Qui puoi sfogliare la rivista
qui puoi vedere sul recto il poster con Il gioco dell’oca di Massimo Bucchi e nel verso il manifesto
e qui il video Il minore ovvero Preferirei di no

Gli autori del numero zero

Alberto Abruzzese * Giancarlo Alfano * Altan * Francesco Amoretti * Pasquale Barbella * Laura Bazzicalupo * Paolo Branca * Sergio Brancato * Massimo Bucchi * Renato Calligaro * Stefano Casi * Carmelo Colangelo * Andrea Cortellessa * Stefano Cristante * Stefano De Matteis * Annibale Elia * Paolo Fabbri * Riccardo Finocchi * Ennio Flaiano * Gabriele Frasca * Jacopo Gassmann * Paolo Gervasi * enrico ghezzi * Guido Giannini * Paolo Giovannetti * Bart Herreman * Igort * Giacomo Leopardi * Giorgio Manganelli * Flavia Mastrella * Mario Morcellini * Gianni Oscarino * Moni Ovadia * Pasquale Panella * Matteo Pelliti * Isabella Pezzini * Antonio Rezza * Lucio Saviani * Eugenio Scalfari * Raffaella Scarpa * Luca Sossella * Paolo Taggi * Vincino * Nicola Zanardi * Cesare Zavattini * in copertina Ritratto alla finestra di Massimo Bucchi di Riccardo Mannelli

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[Se ne parla anche qui]

Formatori, ricercatori e studiosi dell’esperienza organizzativa concordano sulla prevalenza delle risorse immateriali su quelle strutturali per la produzione del valore. È all’interno di tale contesto che ha origine l’ideazione di un’iniziativa editoriale dedicata alle problematiche dell’apprendimento, iniziativa capace di indicare le esperienze di rinnovamento delle idee e delle pratiche della ricerca quotidiana.

Vogliamo descrivere l’immaginario nel quale operano le organizzazioni culturali, in special modo rispetto alle problematiche inerenti ai rapporti con l’educazione; delineare le ragioni che favoriscono il passaggio dall’insegnamento all’apprendimento; vogliamo definire un intervento nelle aree di emergenza pensando a una redazione mobile. Vogliamo raccontare i fatti dentro le opinioni, invece che il contrario, e intrecciare la storia satirica con la cronaca come veicolo di formazione.

Per chi è interessato alle problematiche delle organizzazioni politiche, ma con la volontà di diffondere il progetto nei luoghi del disagio. L’iniziativa si rivolge quindi a insegnanti e formatori che con ruoli diversi sono coinvolti nelle pratiche politiche della formazione; inoltre a progettisti culturali, a politici e funzionari delle istituzioni pubbliche reattivi alle nuove emergenze.

La dematerializzazione è la connotazione distintiva dell’esperienza contemporanea, impegnata sempre più spesso da imprevedibili sfide. Le persone, dentro un’incertezza crescente, non solo del lavoro, ma della vita quotidiana, tendono a testimoniare un bisogno di autorealizzazione che può essere una leva importante per lo sviluppo della creatività e della fiducia, per non dire della speranza.

Ernst Bloch scrive: Il lavoro della speranza non è rinunciatario perché di per sé desidera aver successo invece che fallire. Lo sperare, superiore all’aver paura, non è né passivo come questo sentimento né bloccato nel nulla. Il lavoro di questo affetto vuole uomini che si gettino attivamente nel nuovo che si va formando e cui essi stessi appartengono.

Le relazioni sempre più vacue, slegate da ambienti di prossimità, sono intrecciate (manipolate) a distanza. Le azioni culturali sono sempre più condizionate da fattori che sfuggono al controllo diretto e sono cariche di conseguenze volgari. Occorre riconoscere i rischi e i limiti della razionalità presente e comprendere il nuovo principio ordinatore, sostituto di formalità arcaiche ormai decadute.

È decisivo osservare che la categoria del rischio non è solo una peculiarità del contemporaneo, è anche il modo con cui la società riflette su se stessa. Una società del rischio diventa così riflessiva con una capacità di ricerca sui propri fondamenti, sulle attività e sugli obiettivi, sulla propria memoria e sul proprio progetto, rompendo i vincoli costrittivi dell’ideologia.

Tutto questo svelamento è satira.